Nella zona pedecollinare di Langhirano, in provincia di Parma, la Fattoria Cotti – La Torre ha scelto di coniugare agricoltura biologica e innovazione introducendo l’ozono nel proprio sistema di irrigazione in campo aperto.
«Abbiamo convertito 10 ettari in biologico per produrre basilico, ma facciamo anche rotazione con pomodoro da industria, peperoncino e zucca», racconta l’imprenditore Luca Cotti. «Da un anno utilizziamo l’ozono sull’acqua del nostro pozzo: un’idea suggerita da amici che l’avevano già sperimentata, e che fin da subito ha dato risultati importanti».
Acqua più sana per pomodoro da industria e basilico in pieno campo: piante più forti
Il trattamento dell’acqua con ozono, generato in loco e immesso direttamente nell’impianto di irrigazione, ha mostrato effetti immediati sulle colture.
«Nel basilico, che irrighiamo per aspersione, abbiamo riscontrato un effetto sanificante sulle foglie. Anche dopo una pioggia, quando si può, riattiviamo gli irrigatori: è come fare un trattamento naturale», spiega.
Sulle colture irrigate a goccia, come pomodoro e peperoncino, «si nota invece un forte sviluppo radicale e una maggiore vigoria della pianta: la radice è più attiva e la crescita più uniforme supportando meglio i periodi di forte caldo estivo».
Semplice da gestire, efficace nel tempo
Il sistema installato sul pozzo è attivo in continuo e integrato all’impianto esistente. «Non ho dovuto cambiare nulla: utilizzo le stesse barre da 50 metri per l’aspersione e le manichette per i pomodori. Una volta installato, il generatore lavora in automatico e non richiede manutenzioni particolari». L’impianto a ozono tratta l’acqua di irrigazione con un processo di sanificazione e di arricchimento di ossigeno, estraendo tutto l’ozono in eccesso che quindi non arriva sulla coltivazione.
Meno trattamenti, più qualità
In regime biologico i risultati sono stati significativi. «Nel pomodoro il vantaggio principale è una maggiore vigoria della pianta, che in questi terreni spesso manca. Nel basilico, invece, non interveniamo più con trattamenti fino ad agosto: irrighiamo solo con acqua ozonizzata e otteniamo due tagli di qualità e quantità». Anche sul fronte fitosanitario, l’efficacia è evidente: «Nei primi due tagli non abbiamo mai avuto problemi sulle foglie, nemmeno nei periodi più umidi. Solo a fine agosto, con le piogge e il calo delle temperature, si rende necessario un piccolo supporto per i successivi tagli».
Una tecnologia utile anche per il convenzionale
L’imprenditore è convinto che l’ozono possa trovare spazio anche al di fuori del biologico. «Nel convenzionale le molecole chimiche sono sempre più limitate. L’ozono rappresenta una soluzione efficace e sostenibile, capace di migliorare la qualità del prodotto finale».
Una scelta che ripaga
«La consiglio senza esitazioni», conclude. «È una tecnologia semplice, che funziona, con costi contenuti e vantaggi concreti. Una volta installata, lavora da sola e si ripaga nel tempo».













